Rifiuti

I rifiuti: riciclaggio o recupero energetico?

 

E' sempre di grande attualità in Italia la questione dei rifiuti: con una produzione di circa 29 milioni di tonnellate per anno (nel 2000, in crescita dell'1,2% rispetto al 1999) nel nostro paese quella dei rifiuti resta a tutti gli effetti un'emergenza nazionale, nonostante gli anni passati dalla legge Ronchi (DL 22/97) che doveva consentire di elminare per sempre le discariche e di riciclare almeno il 40% degli scarti. Emergenza che investe molti aspetti sociali e addirittura di pubblica sicurezza, tanto da aver portato a coniare il termine ecomafia per descrivere il fenomeno malavitoso che sui rifiuti --specialmente su quelli pericolosi-- prolifera e fa affari. Naturalmente ciò comporta una grave danno ambientale (rifiuti tossici interrati in vecchie cave abusive senza alcuna garanzia per suoli e falde) e la riapertura di vecchie questioni: è possibile finalmente liberarsi delle discariche, non solo quelle abusive? Si possono considerare i rifiuti come risorsa piuttosto che come scarto? E, infine, si può recuperare energia dai rifiuti senza produrre gli inquinamenti atmosferici dei vecchi inceneritori di cui molti hanno giustamente timore?

Il riciclaggio --va detto e sottolineato-- è la via maestra per inquinare meno e non sprecare materie prime e energia: 1 kg di alluminio prodotto per questa via ha bisogno di 2.000 kilocalorie, quindi, rispetto a 1 kg prodotto dalla bauxite (48.000), si risparmiano 46.000 kilocalorie; inoltre si consuma meno combustibile e si produce meno inquinamento. E così pure per il ferro, gli altri metalli, il vetro o, in parte, la plastica. A maggior ragione nel caso della carta che permette, laddove riciclata, di risparmiare anche foreste e alberi. In molte nazioni europee la percentuale di materiale riciclato arriva a oltre il 30%, un ottimo risultato se comparato a quello italiano di uno striminzito 14% (nel 2000, comunque in aumento: nel 1996 era il 7,2%).

Ma nella civiltà dei consumi e degli sprechi la raccolta differenziata non riesce a interessare tutti gli scarti, né tutti i rifiuti sono totalmente riciclabili: può essere una soluzione transitoria quella di bruciare rifiuti per produrre energia? Può una percentuale limitata dei rifiuti essere comunque destinata a questo scopo? La valorizzazione termica dei rifiuti utilizza come combustibile il cosiddetto CDR (combustibile derivato dai rifiuti), si tratta cioè di una frazione selezionata di rifiuti che devono avere per legge un determinato potere calorifico, come a dire che non si possono bruciare rifiuti il cui rendimento energetico sia troppo scarso (in molti casi, però, si preferisce ancora bruciare il rifiuto tal quale, ottenendo comunque risultati simili). Questo processo risolve parzialmente il problema dello smaltimento e sostituisce la produzione di energia da altri impianti, ma non quello della resa energetica che resta comunque bassa, visto che per produrre la quantità di rifiuti che poi si brucia il lavoro necessario è stato in origine molto maggiore.

D'altro canto la termovalorizzazione potrebbe permettere un risparmio di circa 200 milioni di euro, se si destinassero a questo processo almeno 4 milioni di tonnellate di rifiuti, cioè il 20% del totale (nella media europea), ricordando che si tratta sempre di rifiuti selezionati. Dal punto di vista dell'effetto-serra poi si evita anche di produrre CO2, nel senso che la stessa quantità di energia prodotta per via fossile aggiungerebbe anidride carbonica ex-novo che, invece, i rifiuti non aggiungono in quanto il carbonio presente al loro interno era già contenuto nella biosfera.

Ovviamente non si può parlare di corretto utlizzo dei processi di termovalorizzazione se non sono garantite le norme rigide di sicurezza nelle emissimoni inquinanti: una volta la paura degli inceneritori era giustificata dalla presenza di gas tossici e velenosi (diossine) nei residui che fuoriuscivano, soprattutto in presenza di sostanze plastiche non selezionate. Se da un lato le condizioni di turbolenza e temperatura della camera di combustione garantiscono l'assenza di sostanze organiche, dall'altro i fumi in uscita subiscono un lavaggio chimico - fisco (con urea, carboni attivi e latte di calce) e un abbattimento del particolato passando attraverso sistemi di filtraggio ormai molto efficaci. Il vapore surriscaldato prodotto nella camera di combustione alimenta le turbine che trasformano l'energia termica in energia meccanica che aziona il generatore elettrico; il vapore esausto viene condensato e, in parte, recuperato. Le ceneri pesanti che avanzano dal processo (circa il 10%) possono esssere utilizzate per la fabbricazione di asfalti e cementi.

In Italia sono operativi oggi 44 impianti di valorizzazione termica, contro i 120 della Francia, ma più che in tutti gli altri paesi europei (ANPA, 2001; ISWA, 2000/2001), anche se la nostra produzione di energia per questa via è più bassa non solo della Francia, ma anche della Germania, della Danimarca, della Svezia della Svizzera. Va però aggiunto che l'energia termica recuperata (solo il 20% viene convertito in energia elettrica) può essere direttamente utilizzata localmente anche per produrre acqua calda o riscaldamento per serre.

Recentemente si è aperta una nuova frontiera per il recupero di energia dai rifiuti non più portandoli a combustione, ma direttamente "gassificandoli", usando le nuove tecnologie chiamate torce al plasma, già da anni impiegate in Giappone per distruggere rifiuti pericolosi o nocivi. Una torcia al plasma arriva a temperature di esercizio di migliaia di gradi e non produce fumi ma gas, eliminando i problemi di inquinamento, pur con l'impiego di un'apparecchiatura eccessivamente potente e ancora molto costosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

:: Home Page :: Servizi :: Tempo Libero :: Sport :: Lavoro :: Gastronomia :: Aziende :: Musica :: Istruzione
 

castelsangiorgio.com è lo strumento di diffusione on-line de Il Giornale di Salerno
Il Giornale di Salerno è una Testata Giornalistica
registrata al Tribunale di Nocera Inferiore Reg. n. 192/04 in data 17/12/04 di proprietà della Soltek Srl