La Malavita-Baustelle
Terzo disco dei Baustelle, salutato da
molta critica come un risultato molto alto, La Malavita
racconta storie di disordinata e disperata quotidianità,
vite interrotte, o surclassate dalle griffe, o ancora
sepolte in provincia, e lo fa con arrangiamenti sovente
Spectoriani (La guerra è finita, I Provinciali),
reminescenze sonore dei polizieschi italiani dei '70
(Revolver), accenni al De Andrè di Spoon River
(Il corvo Joe).
Voto 8.5
La Crus-Infinite possibilità
Band sospesa tra il cantautorato di Piero
Ciampi e l'elettronica, i La Crus giungono al loro settimo
album lambendo l'eleganza di David Sylvian (Infinite
Possibilità), la sospensione nel vuoto di Robert
Wyatt (Su in soffitta), le trame sonore da giochino
elettronico (Libera la mente).
Ed anche Andrea Zanzotto entra nel mondo pop (era ora
che lo si invitasse) con Mondo sii buono.
Voto 7
Crazy Price-Messer Chups
Dalla Russia con tutto il furore di una
iena Tarantino style, i Messer Chups abusano del tremolo
delle chitarre, di risate alla Vincent Price, di ogni
tipo di stridore di porta, gemito di donna, astronave
in fase di decollo, in un' ideale colonna sonora per
un party lounge in maschera. Bizzarro oltre ogni ragionevole
aspettativa.
Voto 7