Castel San Giorgio Films
Mercoledì 5Ottobre 2005

 

 

Romanzo Criminale

Siamo alla fine degli settanta. È l'Italia degli anni di piombo, dei sequestri di persona e delle stragi di stato. È il periodo più buio della nostra storia dove a comandare sono i servizi segreti e gli equilibri della guerra fredda. Roma è divisa tra le bande ma la più potente è quella della Magliana. Il Libanese (Pierfrancesco Favino – Le chiavi di casa, L’ultimo bacio), Freddo (Kim Rossi Stuart – Le chiavi di casa, Pinocchio) e il Dandi (Claudio Santamaria – L’ultimo bacio, la stanza del figlio) sono l'anima della banda cresciuti per la strada come fratelli. La loro escalation comincia con il sequestro del barone Rossellini che gli procura il capitale da investire in un traffico di stupefacenti. Le banconote segnate mette sulle loro tracce un commissario di Polizia (Stefano Accorsi – L’ultimo bacio, Le fati ignoranti) il cui lavoro è manovrato da disegni politici troppo più grandi di lui. Il resto è guerra con le bande rivali, rapporti con la mafia e lavori sporchi commissionati dallo Stato. Ma soprattutto è vendetta e morte. Ambientato dal sequestro Moro alla caduta del muro di Berlino, il film rappresenta una lucida ricostruzione dei misteri di quegli anni. Per farlo Michele Placido (Ovunque sei, Un viaggio chiamato amore) usa la storia di tre ragazzi di strada che hanno nella malavita organizzata la loro unica possibilità di riscatto sociale. Ma questa volta non sono loro ad essere i cattivi ma uno stato che usa e poi uccide i suoi figli più indifesi. Diviso in tre parti la pellicola presenta molte caratteristiche del cinema di Tarantino. Oltre alla citata divisione il regista non rinuncia alle scene di sangue e armi care all'americano, oltre che un ritmo narrativo che da solo ammortizza la lunga durata del film (2h e 30'). Scritto da Stefano Rullo e Sandro Petraglia e tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo che ha anche lavorato alla sceneggiatura ci regala un ottimo Riccardo Scamarcio (Tre metri sopra il cielo, L’uomo perfetto), nel ruolo de "Il Nero", killer spietato e lupo solitario che non accetta le regole del gruppo, e un inedito Gianmarco Tognazzi (I laureati, Io no) nei panni di Carenza, spietato faccendiere dei servizi segreti. Oltre che le due donne della banda la faccia acqua e sapone di Jasmine Trinca (Manuale d’amore, La stanza del figlio) nel ruolo di Roberta, la donna di Freddo e Anna Mouglalis (Sotto falso nome) nei panni di Cinzia Vallesi, in arte Patrizia, un' ex prostituta d'alto borgo, bella e maledetta che fa molto Uma Thurman di tarantiniana memoria. Prodotto da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz (La bestia nel cuore,Non ti muovere, Ovunque sei), un noir politico - storico d'alto livello con un Rossi Stuart e un Favino in stato di grazia. Ben inserite le immagini di repertorio (notevole la ricostruzione dell'attentato alla stazione di Bologna) grazie all'ottimo lavoro di montaggio di Esmeralda Calabria (Un viaggio chiamato amore) e alla fotografia di Luca Bigazzi (Le chiavi di casa, Le conseguenze dell’amore) con la collaborazione proprio di De Cataldo. A colpo sicuro il commento musicale di Paolo Buonvino (L’ultimo bacio, Ricordati di me, Manuale d’amore) fatto degli splendidi revival anni 70 - 80.

 

 

 

 

 

 

 

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