Castel San Giorgio News
Mercoledì 18 Maggio 2005

 

 

Tre persone sotto inchiesta per la morte di Gallo

Sono tre le persone denunciate con l'accusa di concorso in omicidio colposo per la morte di Vincenzo Gallo, l’operaio di Nocera Inferiore vittima di un incidente sul lavoro. A finire sul registro degli indagati sono stati Francesco Paolo Buono Palumbo, dirigente e coordinatore della "Nuceria Trasporti" e della "GMN", e le sue figlie Maria e Nunzia, rispettivamente responsabili amministrativi della "Nuceria Trasporti" e della "GMN". Il magistrato che coordina l'inchiesta, Giovanni Paternoster, in base alle indicazione delle prime risultanze investigative effettuate dai carabinieri della stazione di Castel San Giorgio, ha firmato gli avvisi di garanzia per i tre indagati. L'accusa è pesante. Ma l'inchiesta non si ferma qui perché le indagini, portate avanti direttamente dal comandante della locale stazione, Antonino Gangemi, proseguono a spron battuto, per accertare eventuali responsabilità di terzi soggetti e verificare quindi la presunta complicità di alcuni individui le cui conversazioni telefoniche sono state intercettate e registrate dagli stessi carabinieri. Nel dossier elaborato dagli uomini del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Mercato San Severino, che stanno supportando i colleghi di Castel San Giorgio, sono stati ricostruiti, attimo dopo attimo, gli ultimi minuti di vita di Gallo. É sabato mattina, ore 9,30. L’operaio 57enne, dipendente della "Nuceria Trasporti", si trova, a oltre dieci metri d'altezza, sulla tettoia di un capannone dell’ex Caravella, un’azienda di trasformazione dismessa. Tali capannoni sono stati dati in fitto alla “National Can Italiana S.p.A.”. Non è la prima volta che Gallo sale ad altezze simili per lavori di questo genere. L'operaio sta eseguendo dei lavori di rappezzo ad alcune infiltrazioni d'acqua che danneggiano gli imballaggi custoditi nel deposito. Poi all’improvviso la tragedia: non si sa cosa accade esattamente, ma l'uomo perde l'equilibrio e precipita nel vuoto. Un malore improvviso o forse una semplice e fatale distrazione, oppure un piede messo in fallo le possibili cause della perdita di equilibrio. Gallo finisce giù senza possibilità di aggrapparsi a qualche corpo sporgente. Sprovvisto di imbracature di sicurezza, di corde e di scarpe anti-scivolo, Vincenzo Gallo muore sul colpo, in un lago di sangue con il cranio fracassato e le ossa fratturate. A nulla vale il disperato tentativo dei soccorsi. Arrivano i carabinieri e partono le indagini. Qualcuno cerca di prendere tempo, di coprire la morte dell'uomo, sviando anche gli stessi militari dell’Arma che però non si lasciano portare fuori strada. Dopo le prime serrate indagini arrivano anche i primi tre indagati, un numero che però pare destinato a crescere. Ora in aiuto degli inquirenti arriva anche l'esame autoptico che potrà chiarire ulteriori interrogativi sulle cause del dramma.

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