Tutti lo conoscono come “Ninucccio”, il “Ninuccio” di tutti, come qualcuno ha avuto già modo di definirlo. Lui è Giovanni Alfano, settantaduenne di Castel San Giorgio, paese dove è nato e cresciuto. Senza ombra di dubbio si può affermare con tranquillità, che il signor Alfano rappresenta uno dei massimi esperti di legno che la nostra terra abbia mai conosciuto. Ma oltre ad essere stato un grande imprenditore del settore del legname, attraverso l’attività svolta dalla sua segheria, che ha però chiuso i battenti circa due anni or sono, “Ninuccio” è anche un po’ la memoria storica di Castel San Giorgio. Una storia del paese che si va a mescolare anche con quella sua personale, e che viene gelosamente custodita nelle tante foto in bianco e nero e nei numerosi cimeli antichi che sono in suo possesso. Oggi saltuariamente continua a fornire il suo legname pregiato per qualche opera, come nel caso della Chiesa dell’Immacolata. Infatti, ha fornito il legno per la realizzazione della pedana della madonna e per l’altare, e ora sono in dirittura d’arrivo anche il leggìo, la croce della processione e le tavole della via Crucis. A lavorare il legno per l’Arciconfraternita dell’Immacolata è poi Carmine Capuano, un ebanista del luogo. Tra il tanto legno partito dalla segheria Alfano alla volta di Roma (a cui era destinato circa l’80% della lavorazione) e di tutto il sud dell’Italia, “Ninuccio” ricorda però in particolare due spedizioni dal sapore storico: <<Negli anni ’60 ho fornito io il legname che sarebbe servito per realizzare gli scanni per il Concilio Vaticano II – afferma il signor Giovanni – e poi nell’85 ho dato il legno per la ristrutturazione della sala consiliare della Banca d’Italia a Roma>>. Scivolando sul filo dei ricordi, ripensa anche a quando si trovò di fronte ad una pianta da tagliare di circa 50 quintali (solo il tronco): la più grande che lui abbia mai lavorato. La sua passione per il legno, che ha fatto di lui uno dei massimi cultori del settore, con continue richieste di consulenze che gli vengono richieste tutt’oggi, l’ha ereditata dal padre, anche di lui di nome Giovanni, un ebanista provetto. Ma Alfano, che tuttora provvede a fornire il legno per la realizzazione dei pistoni dei trombonieri di Cava de’ Tirreni, racconta anche che al suo tempo era l’unico in tutto il sud Italia a possedere la qualifica di “raccolta di piante sparse di alto fusto e lavorazione sul posto e trasformazione pronte per l’uso”. Oggi, parlando del presente, si dice rammaricato perché è consapevole che queste professioni sviluppate intorno al legname andranno pian piano scomparendo: <<Credo che professioni come la mia saranno destinate a finire perché oggi non vedo più giovani che si avvicinano a questo tipo di settore>>. “Ninuccio” nella sua vita non ha masticato solo legno ma si è dedicato anche alle sua altre passioni: collezionare francobolli, il calcio e soprattutto il ballo, con la predilezione per il liscio. Negli anni ’80 è stato uno di quelli che ha partecipato alla creazione della squadra di calcio di Castel San Giorgio. Giovanni Alfano, detto da tutti “Ninuccio”: lui si definisce un semplice imprenditore del legno, ma noi aggiungiamo anche memoria storica di Castel San Giorgio e amico di tutti.