Siamo nel XII secolo e la strada per la Terra Santa è teatro di sanguinosi scontri tra cristiani e musulmani. A proteggere la strada per i pellegrini c'è Goffredo barone di Ibelin (Liam Neeson - Shindler's list) e i suoi cavalieri. Ma la vera missione di Goffredo è quella di ritrovare suo figlio Baliano (Orlando Bloom - Il signore degli anelli, Troy) e investirlo dei privilegi e dell'importantissimo ruolo di difensore di Gerusalemme dopo la sua morte. La vita di Baliano è già stata sconvolta dal suicidio della moglie e la fede negli ideali del padre rappresentano la sua ultima salvezza tant'è che decide di seguirlo a Gerusalemme. Lì vi trova due fazioni opposte capeggiate l'una, quella per l'integrazione, da Tiberias (James Ivory - Il mercante di Venezia, Lolita, Mission) e quella dei templari (Marton Csokas - Guido di Lusignano) che minano la pace con i musulmani. Alla morte del Re Baldovino (Edward Norton - La 25^ora, Fight Club) malato di lebbra, Reginaldo (Brendan Gleeson - Troy, A.I. Intelligenza artificiale) organizza un attacco all'armata di Salahadin (Ghassan Massoud) scatenando l'ira del sultano contro Gerusalemme. Tocca a Baliano e alla moglie di Guido, Sybilla (Eva Green - The dreamers), difendere i cittadini dall'attacco. Film di grande ritmo che ricorda l'altro colossal di Scott, Il Gladiatore, soprattutto nelle scene iniziali in Francia e quelle in Oriente. Avvalendosi di parte del cast tecnico (Musiche di Hans Zimmer, Scenografie di Artur Max, Fotografia di John Mathieson, Costumi di Yanty Yates) il regista settantenne da vita ad un altro film impegnato su un tema ancora oggi attuale. Una denuncia convinta dei fanatismi religiosi da sempre seminatori di odio e morte e un invito convinto all'unico vero obiettivo da perseguire, la salvaguardia dell'uomo e la convivenza delle diversità. Un film forse meno bello degli altri di Scott ma sicuramente incisivo nella scelta e nel modo di trattare un tema delicato.