Un'intervista di qualità, immensa e di grande sensibilità quella realizzata da Oliver Stone a Fidel Castro. Ritratto intenso di una delle figure più controverse della storia contemporanea costantemente in bilico tra il dispotico dittatore e l'eroe nazionale realizzato dalle abili mani del regista di Alexander. Con il suo inconfondibile stile registico, Stone dà vita ad una pellicola dal ritmo incalzante che ci svela molto di più di quel che sapevamo sul leader maximo. Dai primi anni della rivoluzione alla "Baia dei porci", dai famigerati tredici giorni all'aiuto militare all'Angola, dall'alleanza con l'Unione Sovietica, Castro racconta tutte le tappe della rivoluzione che ha reso Cuba l'ultimo baluardo del sistema socialista di governo, non evitando nessuna delle domande dell'audace intervistatore. Si passa continuamente dalla storia, all'attualità, dalla politica alle vicende personali di Fidel realizzando un ritratto sul cui sfondo c'è l'ambiguità del paesaggio cubano le cui strade brulicano di passione e povertà. Parole sui leader politici dei due grandi blocchi della guerra fredda. Da Krusciev a Gorbaciov passando per Eltsin, da Kennedy a Nixon passando per Reagan. E poi l'incontro col Papa e le manifestazioni di piazza, i lunghi discorsi al popolo cubano e il grande rapporto col compagno e fratello Ernesto "Che" Guevara. Opinioni sulla situazione generale del mondo e sulla bontà delle scelte dell'uomo, parole sul progresso e sui paesi sottosviluppati, colonialismo culturale e manipolazione dell'opinione pubblica attaccandola sulle proprie paure (interessante è la critica all'abuso della parola "sicurezza nazionale" concetto per lui sacro e spesso strumentalizzata dai governi statunitensi. E poi c'è il comandante uomo che non parla delle donne e si rammarica di non aver fatto meglio certe cose. L'amore per Cuba e per il suo popolo, e a coloro che lo accusano di essere un dittatore lui risponde: "E' vero sono un dittatore, ma con me stesso, ma sono schiavo del popolo cubano". E alla domanda se vivesse di nuovo "rifarebbe tutto quello che ha fatto" risponde con un si convinto e aggiunge che proverebbe a fare qualcosa in più. Belle le musiche di Alberto Iglesias e ottimo come sempre il montaggio di Elisa Bonora e Alex Marquez a cui ormai i film di Stone ci hanno abituato. Il film esce in Italia dopo tre anni di vita e dopo le presentazioni al festival di Berlino e al Sundance film festival.