Musica, Arte & Cultura
Venerdì 29 Aprile 2005

 

 

Ciprì&Maresco a Linea d’ombra

Cosa c’entra Conrad con Ciprì e Maresco? Sorprendentemente s'incontrano, se il collante è appunto il filmfestival di Salerno che reca il nome del grande romanzo conradiano.
Il fatto è che Shadowline qui a Salerno è diventato un po' borderline, per una felice commistione di grammatiche artistiche (per essere più generici), cinematografiche (per essere più specifici), di vita (per essere più umani?).
Ciprì e Maresco a Linea d'ombra ci stanno benissimo: gli incatalogabili, gli inclassificabili, gli inetichettabili. Si collocano su di una sottilissima quanto impermeabile linea d’ombra. Cosa sono Ciprì&Maresco? Sono sicuro che se gli si dà dell'"escremento" come epiteto esornativo ne sarebbero ben felici (chiedete al loro attore culto, Pietro Giordano, durante una performance da CinicoTv), nel loro irriverente cinismo (altrettanto inclassificabile). La superfetazione del corporeo più basso, l’afasico balbettio: un’implosione di corpi e parole nel loro cinema. Uno sguardo che non è olografia, non è compiacimento nel mostrare il degrado, è una strenua difesa dell’umano forse, una difesa dalla retorica delle immagini e dal potere della parola, mostrando, in una scala di confronto per opposti, il disfacimento dell’uomo per mano dell’uomo e della sua tragicomica stupidità. Daniele Ciprì, con la destra che fruga continuamente nei capelli, con la s blesa, rischia di essere un personaggio dei loro stessi film. Franco Maresco è più composto, barba da patriarca, ma pur sempre molto informale: maglione e un giubbotto che reca sul braccio. E' uno di quelli che te la fa quando meno te l'aspetti. Infatti racconta che ha conosciuto Ciprì nel proprio negozio di vhs, parlando di... film porno. Sì, di film porno.
Ciprì&Maresco meritano un monumento dal nostro Paese, un giorno lo avranno, forse realizzato con escrementi di cane, ma è pur sempre un monumento. Definirli cineasti di frontiera gli si farebbe torto. In effetti sono ben oltre la frontiera (la loro linea d’ombra). Sono da qualche parte che non è luogo. Ciprì e Maresco sono sempre fuori luogo: sono scomodi e puntualmente finiscono con l’essere estromessi da tutti i circuiti. Ma non si creano problemi (anche se devono 2 miliardi di lire a De Laurentis) e continuano a girare indefessamente, sperando di portare a casa un po' di pane. Mai girata una pubblicità, mai un videoclip (anche se Elio e Vinicio Capossela l'hanno espressamente chiesto). Non perché non vogliono sporcarsi le mani, compromettersi con le istituzioni, sono tutto fuorché eroi. A loro non interessa!
Credo che pochi cineasti in Europa siano tanto geniali, tanto indipendenti (anche nell’atto creativo) quanto i due palermitani. Il partito della RAI (sì, la RAI è un partito trasversale…) li ha messi alla porta, da quando non c'è più l’illuminato Angelo Guglielmi a Raitre che possa premettere loro di essere in onda con CinicoTV. Già Ghezzi rischia giorno dopo giorno, figurarsi se ci mettono nel gran calderone di Blob anche questi due strani figuri. RaiCinema invece li produce (almeno fino ad ora), ma evita di lanciare sul mercato i loro dvd (una certa incoerenza credo la si scorge...). De Laurentis dovrebbe lanciare Lo zio di Brooklin, Ghezzi ha curato un dvd di prossima uscita in cui sono raccolti alcuni loro corti e mediometraggi, alcuni girati per la tv, altri per nuovi approdi (ma tanto loro due non approdano in nessun luogo, sono figli di nessuno, o peggio figli di p...). Circola già Come inguaiammo il cinema italiano (documentario sui comici Franco e Ciccio). Un titolo che raccoglie tutto il ciprì&marescopensiero.
Al festival i due siciliani hanno presentato un’ora estratta da CinicoTv, striscia in onda su Raitre negli anni ’90; un esilarante mediometraggio, Enzo, domani a Palermo! una docu-fiction (a metà strada tra il documentario e il cinema di finzione) su “il più grande organizzatore di cinema d’Italia, il palermitano Enzo Castagna!”; Il Gattoparve, un corto sul recentemente scomparso fotografo di scena del Gattopardo, Nicola Scafidi; un documentario su Miles Davis, Miles Gloriosus, (Maresco è un grande appassionato di jazz); infine dei tagli de Il ritorno di Cagliostro: risate a rotta di collo!
Erano mesi che aspettavo l'uscita del dvd de Il ritorno di Cagliostro, film geniale con un attore cult, Robert Englund (il famoso Freddy Krueger di Nightmare): fu presentato 2 anni fa a Venezia. Lo vidi al cinema diverso tempo fa e le risate fuoriuscivano da ogni poro del corpo, finanche dalle poltrone! (un po' come i peti dei personaggi di Cinico). Però Cagliostro, non si sa perché, non esce in dvd. In Francia ha avuto accoglienze più che lusinghiere. Ma l'Italia, si sa, è un'altra cosa. Come disse saggiamente Ciprì sabato sera, senza peli sulla lingua: “...è una merda!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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