Musica, Arte & Cultura
Giovedì 24 Marzo 2005

 

 

Manuale d’amore

Tommaso (Silvio Muccino) ha ventitrè anni ed è uno dei tanti ragazzi del centro di Roma che cerca lavoro dopo aver finito le superiori. Senza una lira e con i genitori separati, vive in una casa in affitto con un amico, e passa tutto il giorno a fare colloqui. Dopo una giornata nera capita, per caso, fuori casa di Giulia (Jasmine TrincaLa stanza del figlio). La classica figuraccia del primo incontro fa scattare la scintilla, e dopo pedanti inviti e una serie di appostamenti riesce ad invitarla ad uscire. Nasce una storia d’amore che si confronta con una storia in crisi. Il matrimonio di Marco(Sergio Rubini) e Barbara(Margherita Buy), dopo il solito inizio passionale, è ormai agli sgoccioli, e i due provano di tutto per rianimare la storia. Nella stessa situazione si trova Ornella(Luciana Littizzetto), vigile di professione, e con una vita coniugale piatta ma felice. A rovinare tutto ci pensa il marito che la tradisce con la maestra del figlio. Lei lo lascia e va a vivere con il bimbo dal fratello. Uno strano caso vorrà che abbia la sua “vendetta” con un avvenente giornalista del piano di sopra, da sempre suo sogno nascosto. Il tradimento lava l’altro e alla fine torna a casa dal marito, convinto di essere stato perdonato “per opera e virtù dello spirito santo”. L’ultima storia è quella di Goffredo(Carlo Verdone) disperato dopo l’abbandono della moglie. A nulla servirà il tentato flirt amoroso con la sua assistente, Luciana (Sabrina Impacciatore), concluso da un epilogo sfigato ma anche per lui il caso ha in serbo un incontro che gli cambierà la vita. Spiritoso e leggero film ad episodi con l’inconfondibile comicità di Carlo Verdone in uno dei suoi classici ruoli da sfortunato. Da un’idea di Vincenzo Cerami il film si divide in quattro fasi, innamoramento, crisi, tradimento e abbandono e analizza le più tipiche dinamiche amorose. Delle quattro storie, legate tra loro, le più riuscite sono l’ultima e la prima con Muccino perfetto per le interpretazioni da adolescente o giù di lì. Una prova in linea con le altre del regista di “Che ne sarà di noi”, Giovanni Veronesi, in un film senza pretese impegnativo ma nel complesso godibile.

Vincenzo Sbrizzi

 

 

 

 

 

 

 

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