Musica, Arte & Cultura
Giovedì 17 Marzo 2005

 

 

Nascosto nel buio

All'indomani del suicidio della moglie il Dr David Callaway (Robert De Niro) decide di trasferirsi in un piccolo paesino in montagna Woodland, per cercare di ristabilire la piccola Emily (Dakota Fanning) dopo il trauma della morte della madre. Un piccolo borgo di poco più di duemila abitanti, sembra fatto apposta per ritrovarsi e aiutare la piccola. Ma Emily è una bimba molto particolare e dal momento in cui ha visto la mamma dissanguata nella vasca da bagno, la sua vita è cambiata irrimediabilmente. Per fuggire al dolore della perdita la sua mente crea un compagno di giochi immaginario, Charlie, che servirà a rimpiazzare il vuoto lasciato dalla madre. Inoltre sembra che questo compagno impersonifichi tutto il rancore che ha nei confronti del padre, e per punirlo la spinge a fare gesti assurdi. Il padre David nutre più di un sospetto sul fatto che il personaggio sia immaginario e resterà a dir poco sgomento alla scoperta della sua reale identità. Film d'atmosfera che si trascina lentamente fino alla risoluzione finale degli ultimi venti minuti. Intervallato solamente dai gesti pericolosi di Charlie, la trama risulta spesso annoiante, basando tutta la suspence sull'impianto della colonna sonora di Cristopher Young. Nonostante gli sforzi della fotografia di Dariusz Wolski (Il corvo, La maledizione della prima luna), il film non riesce mai a coinvolgere lo spettatore tranne in sporadici acuti .Troppo poco per un thriller psicologico, in verità poco thriller, e molto psicologico, che si basa sui postumi del trauma sulla bambina e sugli stati d'animo conflittuali del padre che prima sembra non capire la realtà e poi dimostra di non averla voluta vedere. Discreta, nonostante tutto, la prova della bimba prodigio Dakota e del totem De Niro. Non gli si poteva chiedere di più per un film con un impianto fragile. Figurano in una parte di comprimarie la prima, e risolutiva la seconda due habitué del genere, Elisabeth Shue (L'uomo senza ombra) nel ruolo di Elisabeth, e Framke Janssen (Don't say a word), nel ruolo dell'amica psichiatra di David, Katherine. Buono il finale che da rassicurante si trasforma in drammatico denunciando le conseguenze a cui vanno incontro i bambini che subiscono traumi infantili.

Vincenzo Sbrizzi

 

 

 

 

 

 

 

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