Cosa fareste se un giorno vi svegliaste e scopriste che tutto quello di più importante che avete avuto fino a quel giorno non è mai esistito? Se vostro figlio, che avete perso in un incidente aereo, è solamente un' invenzione della vostra mente? Telly Paretta (Julienne Moore) è affetta da paramnesia, un disturbo mentale che l'ha portata ad inventarsi dieci anni di vita e la morte di suo figlio, perso invece in un traumatico aborto. Un giorno scopre che tutti quelli che gli stanno intorno non sanno nulla di suo figlio, persone che hanno vissuto con lui, non lo ricordano. O ancora peggio non possono e non devono ricordarlo. Condivide il suo destino il padre di un'amica del figlio, Ash Correll (Dominic West - Chicago) e insieme provano a fare luce. Quello che scopriranno è molto, troppo più grande di loro. Un film diviso in tre parti che degenera inesorabilmente in un inverosimile finale. La prima parte ha un inizio drammatico che promette bene per le doti d'interprete di questi ruoli della Moore. Il problema è reggerlo per tutto il film ed allora la sceneggiatura si rifugia in un thriller psicologico seguendo la pista del mistero governativo. Con l'introduzione del risvolto paranormale cola a picco la verosimiglianza del film, trasformandosi in qualcosa a metà tra poliziesco e fantascientifico. Gli alieni che controllano il mondo e usano gli umani per esperimenti sui legami affettivi, servono per giustificare un discorso pseudofilosofico sull'importanza della memoria con effetti a dir poco imbarazzanti. Specialmente in alcuni passaggi spettacolareggianti sfiora il ridicolo e vanifica completamente un buon soggetto di partenza. Errore tipico dei registi meno esperti, come Joseph Ruben, che si accontentano di scappatoie a sfondo parapsicologico, non avendo gli strumenti per andare a fondo a temi forti come il dolore di una madre per la perdita di un figlio e tutti i disagi mentali a cui può andare incontro tanto è il desiderio di riaverlo a sé. Si salva solo la colonna sonora di un fuoriclasse come James Horner (A beautiful mind, Braveheart) unica nota positiva del film. Non fanno altrettanto ne il montaggio di Richard Francis - Bruce (Il miglio verde, Seven, Le ali della libertà) ne la prova di Gary Sinise (La macchia umana, Forrest Gump) costretto in un ruolo da comprimario.