|
|
I
due fronti politici in fermento: accordi, alleanze,
candidati…
|
|
A
Castel San Giorgio si avvicina la scadenza elettorale
e le trattative e le riunioni tra i rappresentanti
politici si susseguono a brevissima distanza tra
loro. Al centro della scena politica due fronti
aperti: da un lato i Ds
e il commissario della Margherita (Ubaldo Rescigno),
intenti a costruire un’alleanza politica
e programmatica con alcuni partiti del centrosinistra,
e dall’altra i gruppi
“San Giorgio che Cambia” e “Democrazia
Alternativa”, più l’ex sindaco
Giuseppe Alfano, sostenuto a sua
volta dai fuoriusciti dell’ex maggioranza,
concentrati a convergere in un’unica lista
ed a determinare il candidato a sindaco. |
In effetti, checché ne dicano i protagonisti,
ci troviamo di fronte ad un centrosinistra nettamente
spaccato, dopo il terremoto che ha provocato
la caduta dell’amministrazione Donato.
Su un versante abbiamo Ds, frammenti di Margherita,
Repubblicani Europei – Dfc, Sdi e Rifondazione
Comunista. Su l’altro versante veleggiano
l’Udeur e altri pezzi della Margherita.
Proprio i cinque partiti del centrosinistra,
dopo un incontro tra loro, hanno sottoscritto
un documento comune in cui è si evidenzia
la volontà di costruire una coalizione
di centrosinistra tra gli stessi partiti, in
vista della prossima competizione elettorale
del 3 e 4 aprile. I partiti sopra menzionati
hanno espresso di volere una pari dignità
tra tutte le forze politiche coinvolte nel progetto,
e delle identiche opportunità di visibilità
e di ruoli istituzionali tra tutte le parti.
Per quanto riguarda il candidato a sindaco,
l’unico nome su cui stanno lavorando questi
partiti di centrosinistra è quello di
Andrea Donato, “silurato” dalla
carica di sindaco a metà dicembre e pronto
a rituffarsi in campagna elettorale. Outsider
non ci sarebbero. Donato, diessino, andrebbe
benissimo a Rescigno (già suo vice) e
all’ala della Margherita che egli rappresenta
(formati due circoli del partito in via Guerrasio
e in via Fimiani), non si opporrebbero quelli
di Rc in virtù dei numeri elettorali,
e il neonato Sdi di Calatola
sarebbe pronto a dare il suo placet per far
valere poi, in ambito regionale, le sue ragioni
(con magari la candidatura dello stesso Pasqualino
Calatola). E il partito di Lubritto?
Democrazia Federalista Campania e i Repubblicani,
che hanno inaugurato la nuova sezione in via
De Caro, stanno partecipando attivamente alla
costruzione di questa coalizione ma c’è
da effettuare prima una considerazione a più
ampio raggio e spostarsi dall’altra parte.
Tra i componenti di “San Giorgio che Cambia”
ci sono esponenti politici assai vicini a Lubritto,
tra i quali Galluzzo
e Adinolfi, che però sono pronti
a rappresentare, insieme agli altri consiglieri
comunali dimissionari, la base su cui erigere
l’effettiva lista elettorale da contrapporre
all’alleanza che proprio Lubritto sta
sostenendo. Si potrebbe mai verificare il partito
da una parte e gli esponenti del partito stesso
dall’altra? Mah. A breve avremo delle
certezze e non solo delle ipotesi. Ma c’è
anche un altro interrogativo non meno importante:
chi alla guida di questa lista che ha già
pure un nome (“Alleanza Democratica per
San Giorgio”)? Siamo in piena fase di
discussione con nomi fatti a mezza bocca, altri
sussurrati e altri ancora sbandierati ai quattro
venti. Il gruppo “Democrazia Alternativa”
aveva pensato al pediatra Antonio
Fasolino, ma nelle ultime ore è
spuntato il nome di Domenico
Iennaco, autore già di due precedenti
campagne elettorali. Riuscirà Iennaco,
o meglio coloro che lo hanno indicato, ad avere
il via libera? Come si vede gli interrogativi
sono tanti, e in questo stato di cose è
anche giusto che ci siano. I dati certi (al
momento) sono la confluenza in una lista unica
delle componenti “San Giorgio che Cambia”
di Iennaco, di “Democrazia Alternativa”
di Raffaele Sellitto
e dei fuoriusciti di “Democratici per
S.Giorgio” vicini a Giuseppe Alfano e
dell’intesa tra i cinque partiti di centrosinistra
pro-Donato. Intanto Alleanza Nazionale, alle
scorse elezioni nella lista di Iennaco, con
i leader Barba
e Gioiella, è pronta anche stavolta
a dare il suo contributo, mentre i Comunisti
Italiani al momento restano fuori dai giochi
essendo fuoriusciti dal tavolo delle trattative
con i cinque partiti di centrosinistra. Anche
il Pdci alle scorse amministrative sosteneva
la lista di Iennaco.
Gerry
Alfano
|
|
|
|
|
|
|
|