A Castel San Giorgio, con un’assemblea pubblica, in aula consiliare, è stata sancita la nascita dello Sdi. <<Più che di nascita, parlerei di rinascita del partito socialista a Castel San Giorgio>> afferma il coordinatore cittadino Pasqualino Calatola che con il suo intervento ha aperto i lavori della costituente. A tenere a battesimo la rinascita socialista è stato il vicepresidente della Regione Campania, l’Onorevole Gennaro Muccioli insieme al coordinatore dei Socialisti democratici italiani per l’Agronocerino-sarnese, Antonio Iannello. Iannello è figlio di un ex sindaco di Castel San Giorgio a cui è stata di recente anche intitolata una strada. Muccioli da parte sua è stato ben felice di intervenire a quello che è il ritorno dei socialisti sulla scena politica sangiorgese. Nel discorso di chiusura del vicepresidente della Regione c’è stato spazio per varie argomentazioni a partire dalla recente storia del partito, per passare attraverso la sanità, l’istruzione, i giovani, fino a giungere alle elezioni regionali e amministrative. Muccioli ha parlato anche della casa dei Riformisti: <<Da quando è stato fatto il congresso di Fiuggi l’obiettivo è diventato quello di costruire la casa dei Riformisti,
un “luogo” dove far convivere le diverse anime del centrosinistra. Per quanto riguarda l’aspetto politico locale auspico la formazione di un tavolo con tutte le forze del centrosinistra, sempre che tutti i partiti non diano niente per scontato e si mettano in gioco allo stesso livello>>. Il coordinatore cittadino dottore Calatola, visibilmente emozionato, ha spiegato che lo Sdi si impegnerà per <<far ritornare il potere ai partiti e ai cittadini. Inoltre mi auguro l’alleanza tra tutte le forze che compongono il centrosinistra>>. Nel corso dell’assemblea hanno portato il loro saluto allo Sdi: Ubaldo Rescigno, Ciro Altomare, Guglielmo Fasolino e Francesco Longanella. C’è stato spazio anche per il “caso” Margherita con Rescigno che si è presentato come Commissario del partito e con Fasolino, membro del consiglio direttivo dello stesso partito, che a replicato sostenendo che non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale in merito al commissariamento.Il mistero Margherita continua.