Castel San Giorgio News
Lunedì 10 Gennaio 2004

 

 

Nasce la lista antigovernativa

Pronti, via. A Castel San Giorgio è ufficialmente iniziata la campagna elettorale per le imminenti elezioni comunali. A dare lo start è stata la conferenza stampa organizzata dai consiglieri dimissionari della ex maggioranza che hanno voluto spiegare pubblicamente le ragioni di una scelta. L’incontro in aula consiliare è stata anche l’occasione per segnare, in pratica, la nascita della lista civica che sfiderà il sindaco uscente Donato, sorretto a sua volta dai Ds e dai due consiglieri margheritini rimastigli fedeli. Le forze di opposizione di “San Giorgio che cambia” e di “Democrazia alternativa”, congiuntamente a una parte della Margherita e all’Udeur hanno, infatti, espresso tutta la volontà di lavorare intorno ad un progetto e procedere alla costruzione di una composizione civica che faccia della chiarezza e del programma costruttivo le sue armi migliori. Nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore, ci sarà l’effettivo avvio di un tavolo di concertazione programmatico a cui siederanno tutti i protagonisti in causa. La base della lista che sta per nascere è rappresentata dagli undici consiglieri comunali dimissionari mentre per conoscere il vertice bisognerà attendere ancora qualche tempo. Resta la certezza che il toto-candidature è già partito con tre-quattro nomi inseriti tra i papabili. Filo conduttore di tutti gli interventi effettuati in conferenza stampa è stata la critica del metodo di gestione adottato da Andrea Donato definito dai conferenzieri <<autoritario, arrogante e monocratico>> mentre il comune sottofondo utilizzato dai relatori è stato lo svuotamento del ruolo e delle funzioni dei partiti e contemporaneamente la perdita del potere di esercizio della delega da parte degli assessori. La parola è toccata prima ai consiglieri della ex maggioranza (Vincenzo Capuano, Alfonso Dattero, Michele Salvati e Adolfo Coppola) e poi è stata la volta di quelli di opposizione (Raffaele Sellitto, Manuel Capuano e Domenico Iennaco). Hanno moderato Giuseppe Alfano, presidente della convenzione comunale della Margherita, e Teodoro Rescigno, segretario locale dell’Udeur. Presenti anche gli altri consiglieri dimissionari Vincenzo Adinolfi, Martino Galluzzo e Antonio Fasolino nonché altri esponenti della vita politica sangiorgese tra cui Francesco Longanella, Gabriele Capuano e Aniello Gioiella. Folta la partecipazione della cittadinanza che ha assiepato in tutti gli ordini di posto l’aula consiliare. Nell’elegante intervento introduttivo del dottor Alfano, che non ha ricevuto ancora nessuna comunicazione in merito al paventato commissariamento della Margherita, c’è stato spazio per varie argomentazioni tra cui i debiti comunali e la nascita della nuova lista: <<E’ devastante affermare che il comune è al collasso finanziario. Il comune ha solo una scarsità di liquidità finanziaria e non esistono debiti fuori bilancio. Le casse comunali sono in salute, anche secondo le indicazioni che mi arrivano dalla ragioneria. Devo ricordare poi che in questi sei mesi il ruolo dei partiti è stato esautorato. Quando io ero sindaco le riunioni di maggioranza erano all’ordine del giorno, invece in questo semestre non c’è stata una sola riunione. Adesso respiriamo aria nuova: c’è una grande voglia di moderatismo, confronto e collegialità, voglia di respingere i metodi autocratici. La nostra sarà una composizione civica che intende lavorare intorno ad un progetto. Una lista che nasce per la chiarezza e per un programma costruttivo. Mi auguro solo che sia una campagna elettorale all’insegna del rispetto per le persone>>.

Toni forti e decisi nell’intervento di Vincenzo Capuano: <<Mi hanno accusato di essere un traditore, ma voglio solo ricordare che io sono un elettricista, un professionista che può provocare ogni tanto corto circuiti e non un pasticcere che fa i “babà”. I “babà” casomai li hanno fatti altri, come alcuni pacchetti preconfezionati a suffragio di indicazioni salernitane che non hanno niente a che vedere con Castel San Giorgio. Ho assistito ad un festival in cui c’è stato un solo cantante>>. Dattero si rivolge già agli elettori chiedendo se vogliono un partito del sindaco o una democrazia partecipativa mentre Salvati denuncia una disparità di trattamento che c’è stata tra le associazioni e una giunta gestita in modo non del tutto convenzionale. L’ex presidente del consiglio, Adolfo Coppola, decano della politica sangiorgese, da 35 anni in aula consiliare, si dice pronto a svelare tutti i retroscena asserendo che <<questo è solo l’antipasto e che il resto lo conserveremo per la campagna elettorale quando faremo nomi e cognomi>>.

<<L’atto di dimettersi è stato legittimo e dovuto nel rispetto degli elettori e nel segno della coerenza>> afferma Sellitto che auspica anche <<un’intesa tra Democrazia Alternativa, San Giorgio che cambia, la Margherita e l’Udeur. Questo è un progetto che va preparato con l’avvio di un tavolo di concertazione programmatico per poi scegliere, in nome della democrazia, chi è l’uomo migliore per rappresentare tutti>>.

Per Iennaco adesso <<c’è bisogno di dare voce ai partiti e alle persone. Noi siamo contro il modo arrogante di Donato di gestire la cosa pubblica. Sono ben lieto di sedermi intorno ad un tavolo con la Margherita e l’Udeur, nostri avversari in passato>>. Manuel Capuano parla di un atto che ha segnato la storia di Castel San Giorgio mentre Rescigno assicura che l’Udeur è pronto a costruire un nuovo percorso con i nuovi alleati. Pronti, partenza, via.

 

 

 

 

 

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