Castel San Giorgio News
Martedi 28 Dicembre 2004

 

 

Legambiente: il Fiume non ha nessuna colpa

I circoli di Legambiente del Bacino del Sarno, attraverso un comunicato stampa, intervengono sul pericolo alluvione e su altre vicende ambientali strettamente correlate tra loro. Nell’ultimo periodo, pioggia, allagamenti, esondazioni e straripamenti hanno caratterizzando gran parte dei paesi dell’Agro Nocerino Sarnerse provocando disagi e preoccupazione tra le varie cittadinanze.

Nella nota diffusa da Legambiente c’è spazio per affrontare tutte le attuali problematiche: “In questi giorni di fine anno la popolazione è angosciata dei pericoli di straripamento e inondazione dei fiumi che attraversano l’Agro sarnese nocerino. Ancora il Sarno che straripa a Foce dopo una giornata di pioggia e grandine. Pioggia eccezionale è stato detto. La verità è che la terra non assorbe più acqua. Nei comuni dell’agro appena un terzo dei 438 Kmq è rimasto libero da costruzioni. Se non si ferma il cemento, l’asfaltazione dei piazzali a servizio delle aziende, siamo destinati a vivere in una continua preoccupazione, come quella di questi giorni. La verità è che sono oltre 50 anni, dall’alluvione di Salerno, che ad ogni pioggia l’Agro deve fare i conti con lo straripamento e la devastazione provocata dalle esondazioni. Noi pensiamo che in questo marasma il Fiume non ha nessuna colpa”.

Anche alcune riflessioni storiche contribuiscono a rendere più chiaro il quadro attuale. Dal comunicato, infatti, si apprende che: “Quando venne realizzata la bonifica del Sarno, il territorio, da questo attraversato, era in condizioni completamente diverse. L’attività primaria era rappresentata dall’agricoltura. L’acqua che cadeva dal cielo era in gran parte assorbita dalla terra. Le montagne che contornavano la valle del Sarno vennero sistemate attraverso l’irregimentazione degli altri venti valloni che conducevano al fiume le acque ruscellanti. Tutto il territorio era attraversato oltre che da colatoi montani, da canali irrigui e da diverse vasche di laminazione che trattenevano l’acqua piovuta in eccesso, per rilasciarla, lentamente al fiume. Tutto il sistema era salvaguardato attraverso una manutenzione ordinaria e giornaliera sotto la guida del Genio Civile e del Consorzio di Bonifica. Tutto questo è stato distrutto da una dissennata politica la quale continua imperterrita nel suo sciagurato disegno”.

I circoli del Bacino del Sarno infine auspicano un confronto permanente con le istituzioni: “E’ evidente che oltre una certa soglia non si può andare. Il numero di abitanti per kmq, il numero delle abitazioni, il rapporto tra suolo libero e quello urbanizzato, ha ormai superato ogni livello di guardia. L’inquinamento delle acque superficiali, delle acque profonde, dell’aria e dei suoli, l’aver reso impossibile la mobilità dell’agro, il problema dello smaltimento dei rifiuti, sono tutte necessità che stanno ad indicare una immediata inversione di tendenza. I circoli di Legambiente del Bacino del Sarno chiedono che si crei un confronto permanente su questi problemi tra i Comuni, la Provincia e la Regione Campania. Auspicando che questi temi concreti diventino prioritari rispetto a quelli solitamente agitati dalla propaganda per la prossima competizione elettorale per la nostra Regione".

 

 

 

 

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