L’improvvisa decaduta di Andrea Donato dalla carica di sindaco ha riportato Castel San Giorgio, a distanza di sei mesi, in un puro clima di campagna pre-elettorale. All’indomani delle dimissioni degli undici consiglieri comunali si è subito ritornato a parlate di liste elettorali, di candidati a sindaco, di programmi e di tavoli programmatici. La cittadina sangiorgese sembra così riprendere confidenza con argomenti che erano stati riposti nel dimenticatoio non più tardi di 183 giorni fa. Si ritorna alle urna quindi, con qualcuno dei protagonisti della scena politica intento ad affilare le unghie e altri a leccarsi le ferite ancora fresche. Ma la conferma che c’è una smaniosa voglia di ripartire, si può ricercare nei movimenti superficiali (manifesti, incontri e dichiarazioni ufficiali e non) e quelli più o meno “sotterranei” dei partiti che dominano il palco di Castel San Giorgio. C’eravamo lasciati a giugno con il “triunvirato” Ds-Margherita-Udeur a sfidare i civici di “San Giorgio che cambia” e la lista “Democrazia Alternativa”. Alla luce degli ultimi avvenimenti, con una Margherita spaccata più che mai e con l’assessore dell’Udeur che ha sbattuto la porta ed è andato via, appare pressoché improbabile che i tre partiti si riescano a ripresentare uniti sotto un unico vessillo davanti agli elettori. A gongolare sono le opposizioni che, dalle prime indiscrezioni che circolano, sembrano avere tutta l’intenzione di mettere da parte antichi e recenti dissapori per sedersi intorno ad un tavolo, limare gli ostacoli e ricercare programmi e uomini, facendo tesoro dell’esperienza consumata nella scorsa primavera elettorale. L’opinione pubblica fa già circolare una girandola di nomi da contrapporre a Donato (che si ricandiderà) ma in questo momento ci pare un azzardo assolutamente prematuro proporre una rosa di papabili. In ogni caso le voci che si rincorrono sono molte e incontrollate. Crepe di verità però cominciano a farsi largo a spallate e vengono fuori le solite curiosità come la possibile candidatura dell’ex sindaco Giuseppe Alfano che viene dato in lizza anche per le regionali. Qualcuno parla addirittura di quattro liste già formate. Si diceva di pubblici manifesti: l’ultimo in ordine di tempo è quello emesso dalla locale sezione dell’Udeur, a firma del segretario cittadino Teodoro Rescigno, in cui in sostanza, si chiarisce che l’atto di sfiducia al sindaco Donato è stata una scelta autonoma e decisa all’unanimità dal consiglio direttivo del partito. Nella pubblica locandina si legge anche che il partito resta a disposizione della segreteria provinciale per gli eventuali chiarimenti. Questa sorta di comunicato stampa è stato necessario alla luce della presa di posizione del segretario provinciale Luigi Nocera, che stigmatizzava la decisione dell’assessore dimissionario Vincenzo Capuano asserendo che la decisione assunta a Castel San Giorgio era un atto politico unilaterale, autonomo e non concordato. Tale decisione non è stata, infatti, condivisa e sostenuta dalla segreteria provinciale che, in attesa di verificare ogni dettaglio della vicenda, ribadiva la solidarietà personale e politica al sindaco Andrea Donato. Sempre in tema di manifesti fanno mostra di sé anche quelli dei Ds e della Margherita. Il partito della quercia se la prende con “una lobby clientelare che con un vile atto” a messo fine all’amministrazione Donato, mentre i margheritini portano a conoscenza della gente di San Giorgio
che il partito è stato commissariato e che la Margherita è rappresentata da Ubaldo Rescigno. Intanto i riverberi degli sviluppi della crisi politica a San Giorgio si sono avvertiti anche nel consiglio d’amministrazione di Agroinvest. Non si è raggiunto il numero legale e la nomina del nuovo presidente è stata rinviata. La nomina di Pasquale Mauri (Udeur) sembrava cosa fatta ma il siluramento di Donato, che è avvenuto anche grazie alle dimissioni dell’assessore dell’Udeur (Capuano), ha fermato tutto. Come se non bastasse due sindaci della Margherita, Riccio (Siano) e Pagano (Roccapiemonte) non si sono presentati per votare. Scelta da mettere in relazione con il commissariamento della sezione della Margherita di Castel San Giorgio? Il caos politico aumenta.