La Corte Federale ha emesso
il verdetto riguardante i quattro club di Serie A coinvolti
nello scandalo del calcio.
Pene ridotte per le società implicate nell’inchiesta
sulle intercettazioni rispetto alla sentenza di primo grado:
Juventus in B (da -17),
Milan in A da -8 e in Champions
. In A anche Fiorentina
(-19) e Lazio (-11).
Il giudizio ha alleggerito le sanzioni precedenti quando a 3
dei 4 club indagati era stata inflitta la retrocessione nel
campionato cadetto e vari punti di penalizzazione, motivati
dalla gravità del coinvolgimento nell’ alterazione
dei Campionati passati.
La Juventus è l’unica delle squadre a dover ripartire
dalla serie cadetta, ma con un alleggerimento dell’handicap
che probabilmente le permetterà una permanenza in B di
un solo anno.
La Fiorentina e la Lazio sono state riammesse a disputare la
massima seria ma con penalizzazioni severe, almeno per ciò
che riguarda il club toscano.
Le tre squadre hanno annunciato possibili ricorsi, paventando
un intervento del Tar.
L’unica società a non aver annunciato ricorsi e
che ha avuto i maggiori benefici rispetto alla passata sentenza
è il Milan: il club lombardo infatti dovrà ripartire
da un limitato handicap di -8 e potrà accedere ai preliminari
di Champions Leaugue.
Le iscrizioni al Campionato delle squadre di serie A si concretizzeranno
oggi, termine ultimo per la presentazione delle domande da inoltrare
all’ Uefa.
Resta da chiedersi quanto c’è di cambiato nel gioco
più popolare d’Italia, se il polverone suscitato
dalle intercettazioni sia una nuvola passeggera, pronta a lasciare
nuovamente spazio a future possibili alterazioni, o piuttosto
un banco di prova foriero di opportunità dalle quali
ripartire per modificare strutturalmente le regole del gioco.
Da tifosi ci auguriamo che le penalizzazioni comminate alle
squadre siano un monito e soprattutto una occasione per creare
un sistema più blindato rispetto alle speculazioni interne
ed esterne, con più garanzie per le squadre deboli e
maggiori equilibri e contrappesi nelle istituzioni calcistiche.
Sembra evidente che la punizione degli illeciti commessi non
basta ad eliminare le contraddizioni emerse nel mondo del pallone
e che gli organi dirigenti insieme alla classe politica dovrebbero
collaborare per creare una piattaforma di garanzie in modo da
restituire ai tifosi un calcio magari meno spettacolare, dal
profilo più basso, ma senza la tristezza di partite decise
fuori dal rettangolo di gioco.