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Martedì 12 Aprile 2005

 

 

Il presidente Iennaco lascia il Castel San Giorgio
<<Ora basta, lascio il calcio>>. Sono le parole cariche di rabbia pronunciate dal presidente dell’A.S. Castel San Giorgio, Domenico Iennaco all’indomani dei riverberi generati dalla maxirissa che è andata in scena sabato pomeriggio allo stadio “Comunale”. Una megazuffa che ha visto partecipi i calciatori del Castel San Giorgio, del Campagna e i tifosi sangiorgesi, che avevano fatto invasione al fischio finale. Un carabiniere della caserma locale, Aristide Carpentieri, travolto dalla massa, è finito addirittura all’ospedale riportando diverse contusioni. Sono volate insomma botte da orbi. Ad innescare il putiferio sarebbero state le provocazioni partite dai calciatori del Campagna nei confronti degli atleti sangiorgesi. Da lì in poi è tutto degenerato con alcuni tifosi locali che non hanno trovato di meglio che catapultarsi sul terreno di gioco per prendere parte alla rissa. Le persone incriminate, quindici-venti, sarebbero state già individuate dai carabinieri agli ordini del maresciallo Antonino Gangemi, grazie ai fotogrammi scattati durante il parapiglia generale. Una pagina nerissima per il calcio e per la città. <<Sono enormemente deluso da tutto. Io e mio cugino Alessandro Soglia abbandoniamo la squadra>> assicura un deciso Iennaco <<abbiamo deciso di lasciare dopo quello che è successo sabato e dopo che mi sono addirittura ritrovato implicato in questa situazione, pur non centrando nulla. Sono venuto a conoscenza di quello che era accaduto solo in un secondo momento perché ho lasciato il campo in anticipo. In questi anni abbiamo cercato di fare qualcosa per questo paese, creando un momento di svago e divertimento, ma vedo che non è stato capito niente. Come società ci siamo sempre impegnati a lottare contro ogni forma di violenza, e questi sono i risultati? Questo è il ringraziamento per tutti i sacrifici che abbiamo fatto?>>. Iennaco è un fiume in piena, denso di amarezza e delusione e spara a zero contro tutti: <<Dall’inizio dell’anno non siamo mai stati tutelati. Abbiamo giocato in un campo che non si può definire tale, senza i servizi di base, senza un custode, senza manutenzione. Ci siamo sobbarcati noi tutte le spese extra come la caldaia ed altro. Il Comune non ci ha mai dato un contributo economico. Finora ho pagato qualcosa come 3.500 euro di multe. Ora dico basta. Termineremo il campionato regolarmente e poi mollo tutto>>. Sul tavolo del presidente sono arrivate anche le dimissioni del direttore sportivo Antonio Guariniello che, insieme al numero uno rossoblu e al dirigente Carmine Pagano, dovrà rispondere in sede di giudizio dell’accaduto. <<Non voglio più avere niente a che fare con il Castel San Giorgio – giura il ds - per me il calcio è altro: divertimento, sforzo agonistico, la palla in rete. Mi dimetto perché sono stanco delle invasioni, dei cancelli sfondati, delle violenze, dello stadio inadeguato, delle multe da pagare. Mi dispiace solo che per colpa di pochi non ci sarà più il calcio a San Giorgio. Sabato mi sono vergognato di essere un sangiorgese>>. Alle parole dei dirigenti fanno eco quelle dell’allenatore Antonio Stabile: <<Molti credono che questa piazza sia un’oasi felice ma si sbagliano. Quest’anno il nostro cammino è stato influenzato notevolmente da una serie di fattori esterni che di certo non ci hanno giovato, tra cui una struttura sportiva non all’altezza. Spesso mi sono trovato a fare tutto io, come riparare le reti da gioco, tracciare il campo e pulire i bagni. Nella mia lunga esperienza calcistica non mi sono mai trovato in situazioni simili>>. Siamo giunti alla fine del calcio a Castel San Giorgio? Chissà, ma dato che il “Comunale” sarà colpito da una lunga squalifica e, poiché alla fine del torneo mancano appena due gare casalinghe, il match con il Campagna rischia di essere stato l’ultimo della storia dell’A.S. Castel San Giorgio davanti ai propri sostenitori, sempre che qualche imprenditore non decida di succedere al duo Iennaco-Soglia e iscrivere la squadra al prossimo campionato. Adesso quello che occorre è solo una pausa di riflessione e un approfondito esame di coscienza da parte di tutto l’ambiente sangiorgese.

Gerry Alfano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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