Educazione

 

 

Galateo a tavola

Caffè
Il caffè, ancora nella caffettiera, viene portato in salotto dal domestico (quando c'è) o dalla padrona di casa.
La padrona di casa lo versa nelle tazzine, quindi, dopo aver chiesto all'ospite quanto, e se, lo desideri addolcito, aggiunge lo zucchero e porge la tazzina.
Lo zucchero si mescola muovendo il cucchiaino dall'alto in basso, e viceversa.
Si beve tenendo la tazza con il pollice e l'indice, mentre l'altra mano sorregge il piattino.
Si offre due volte, anche al ristorante. Liberi di accettare o meno la seconda tazzina di caffè.

Gli errori più frequenti "attorno" alla tazzina di caffè:
• zucchero nella tazzina prima di versare la bevanda;
• rotazione del cucchiaino (verso destra o verso sinistra) nel caffè, quasi fosse polenta;
• cucchiaino inoperoso all'interno della tazzina;
• mignolo alzato mentre si sorseggia;
• cucchiaino alla bocca, anche solo per saggiarne la dolcificazione.

Introdotto in Occidente sul finire del XVI secolo, il caffè fa risalire il nome all'arabo quhwa, con il significato di "bevanda eccitante".
Una origine prosaica per una bevanda che ha ispirato poeti e politici come Talleyrand: «Il caffè dev'essere caldo come l'inferno, nero come il desiderio, puro come un angelo, dolce come l'amore».

Fumare
Il fumo a tavola è decisamente proscritto. La concessione potrebbe venire dalla padrona di casa, ma solo al termine del pranzo.
L'accendino si porge già acceso a non più di due persone. Uguale numero per il fiammifero. La limitazione numerica "vanta" esigenze scaramantiche.

Matrimonio
Il tavolo per il pranzo nuziale prevede questa disposizione:

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gli sposi al centro (la sposa alla destra del marito)
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dal lato della sposa, nell'ordine: padre di lui, madrina o invitata importante o nonna, padre di lei, una parente, testimone, una parente
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dal lato dello sposo, nell'ordine: madre di lei, testimone, madre di lui, testimone (o parente), una parente, testimone (o parente). Sempre con l'alternanza uomo-donna e con i consorti separati.

Il pranzo di nozze prevede la torta augurale che gli sposi tagliano tenendo a due mani il coltello. Al termine del convivio, la nuova coppia gira tra i tavoli, scambiando qualche parola con ciascun invitato, ringraziando e distribuendo i confetti (sempre in numero dispari) con un vassoio d'argento.
Le spese del pranzo, salvo diverso accordo, vengono tradizionalmente divise tra le due famiglie, ciascuna pagando per gli invitati della propria parte.

Olive
Al bar l'oliva piccola si mette in bocca intera. Il nocciolo, deposto nel palmo della mano chiuso a coppa, si mette nel portacenere o nel piattino.
L'oliva grande si mangia a piccoli morsi, tenendola tra due dita e depositando poi il nocciolo nel piattino.
A tavola l'oliva si prende con la forchetta. Anche il nocciolo, spolpato, trova posto sulla forchetta che si preoccuperà di depositarlo sul bordo del piatto.
Giacché appena raccolta è di sapore amaro, per risultare edibile l'oliva verde richiede particolari trattamenti.
Le olive verdi sono poi conservate in salamoia, mentre quelle nere sono generalmente seccate al sole o al forno.

Rutto
Sonora e talvolta fetida emissione dalla bocca di aria che risale dallo stomaco, il rutto - nella civiltà occidentale - è atto di indecenza e di volgarità. Non così in altre civiltà dove si impone quale dimostrazione del gradimento del pasto.
Se "scappa", il rutto va nascosto, per quanto possibile, mentre i presenti simulano distrazione.

Sbadiglio
Espressione di sonno, di fame, di digestione laboriosa, di noia, lo sbadiglio si dissimula il più discretamente possibile.
Gli astanti non devono sottolineare la situazione, ma fingono disattenzione.

Scarpetta
Raccogliere l'intingolo nel piatto con un pezzetto di pane, ovvero "fare scarpetta", non è ammissibile nei pranzi formali.
La "scarpetta" può tollerarsi in occasioni caserecce e a condizione che avvenga con un piccolo boccone di pane infilzato nella forchetta. Mai con le mani.

Soffiare il naso
Si soffia il naso con discrezione, contenendo il più possibile ogni rumore.
Sopravvenendo questa necessità durante un pasto, è opportuno appartarsi.

Vongole
Alla marinara, cioè cotte e presentate nel loro guscio, non si servono nei pranzi formali.
Crude possono trovar posto sul piatto dei frutti di mare. Come le ostriche, si staccano con la forchettina e si portano alla bocca.
Per gli scarti si devono prevedere dei piattini o un piatto centrale.
Le carni, benché scarsamente fornite di lipidi, non sono indicate ai bambini e ai soggetti con lenta digestione, perché ricche di connettivo. Degno il rilievo di notevole contenuto in calcio e ferro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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