Salute

 

 

Legge antifumo, numero verde per i cittadini

A partire dal 10 gennaio, data di entrata in vigore della legge 16 gennaio 2003 per la tutela della salute dei non fumatori, il Ministero della Salute attiva il numero verde 800.571.661 per avere chiarimenti sulle nuove regole e altre informazioni utili. Rispondono medici ed operatori appositamente formati dall'Istituto Superiore di Sanità. Il numero verde è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 17.
In concomitanza parte anche un'altra iniziativa: una grande campagna di informazione promossa dalla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (LILT). Caratterizzata dallo slogan "Liberi di non fumare", anche la campagna ha l'obiettivo di diffondere attraverso televisione, radio e stampa, delucidazioni e spiegazioni ai fini di una corretta applicazione della legge da parte di operatori del settore e di cittadini.
In vista della piena entrata in vigore delle prescrizioni della legge sulla tutela della salute dei non fumatori, il 17 dicembre 2004, il Ministro della Salute ha emanato una Circolare, contenente alcuni chiarimenti e indicazioni relativi all'applicazione dei divieti di fumo.
Il Ministro ricorda, tra l'altro, che il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Di qui l'importanza strategica del rispetto delle norme di divieto che, come ribadito nella Circolare, trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici, ma anche in tutti quelli privati che siano aperti al pubblico o a utenti. Tale accezione comprende gli stessi lavoratori dipendenti in quanto "utenti" dei locali in cui prestano la loro attività lavorativa. Consulta il testo integrale della Circolare.

Il fumo è il principale inquinante dell’aria che respiriamo negli ambienti confinati. Questa esposizione riguarda circa la metà dei bambini che nascono in Italia. Nella vita adulta, l’11,5% degli uomini e il 15% delle donne sono esposti al fumo passivo a casa. Nell’ambiente di lavoro, il 28% degli uomini ed il 23% delle donne sono esposte al fumo passivo. A queste esposizioni bisogna aggiungere quelle cui siamo soggetti nel tempo libero, al bar, al ristorante, nei luoghi di ritrovo pubblici. Questa esposizione comporta effetti nocivi per la salute, il più grave dei quali è costituito dalle malattie cardiovascolari per cui non è necessaria una esposizione particolarmente lunga. Seguono altri gravi effetti, tra cui il cancro del polmone ed una lunga serie di problemi respiratori.
Sono le conclusioni della Rassegna degli effetti del fumo passivo sulla salute realizzata dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano di applicazione del divieto di fumo nei locali chiusi, che sarà operativo dal gennaio 2005.
La Rassegna, tra l’altro, richiama studi e rapporti recenti in cui si ribadisce come l’imposizione di divieti e limitazioni nei luoghi di lavoro e nei locali aperti al pubblico, tramite leggi e regolamenti, si è dimostrata capace di ridurre l’esposizione al fumo passivo ed il numero di sigarette fumate quotidianamente e aumentare il numero di fumatori che smettono di fumare.
La Rassegna, tra l’altro, richiama studi e rapporti recenti in cui si ribadisce come l’imposizione di divieti e limitazioni nei luoghi di lavoro e nei locali aperti al pubblico, tramite leggi e regolamenti, si è dimostrata capace di ridurre l’esposizione al fumo passivo ed il numero di sigarette fumate quotidianamente e aumentare il numero di fumatori che smettono di fumare.

Da www.ministerosalute.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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