Gli incidenti domestici hanno assunto dimensioni più che allarmanti non solo nel nostro Paese ma a livello sovranazionale. Questa tipologia di eventi, che non risparmia nessuna fascia d'età, rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe.
E’ pertanto necessario sviluppare politiche di prevenzione, attraverso la diffusione di linee guida e l'effettuazione di campagne di informazione e di educazione alla sicurezza, volte a ridurre l'incidenza degli infortuni in ambito domestico.
Gli incidenti domestici, non solo nel nostro Paese ma a livello sovranazionale, hanno assunto dimensioni più che allarmanti.
I dati statistici disponibili mostrano che le persone che hanno dichiarato di essere state coinvolte nelle loro abitazioni in un incidente domestico sono annualmente ben al di sopra di tre milioni (la cifra complessiva è comunque superiore poiché una frazione degli infortunati dichiara di aver avuto più di un incidente nel corso dell'anno). Di detti incidenti più di settemila hanno avuto esito mortale. Come rileva l'Organizzazione Mondiale della Sanità, questa tipologia di eventi, che non risparmia nessuna fascia d'età, rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe.
Svariate sono le cause di tali incidenti, che possono spesso interagire tra loro. Una parte di essi avviene a causa di distrazione, superficialità, scarsa conoscenza e/o inosservanza delle norme di sicurezza, la presenza in casa di apparecchi o sostanze chimiche pericolosi, ma anche, e forse soprattutto, a causa di un'inadeguata cultura della sicurezza e della prevenzione.
I tipi di incidente che si verificano con maggior frequenza sono le cadute, gli urti, i tagli e le ustioni, mentre i luoghi dove maggiormente tali incidenti si verificano sono la cucina, il bagno, le scale ed altri ambienti ove è la particolare struttura costruttivo-architettonica (pavimento, spigoli ed altri parti fisse) all'origine dell'incidente.
Ciò premesso, il primo problema posto dal fenomeno in questione è ancora oggi quello di migliorare ed uniformare, sia livello nazionale che a livello comunitario, le metodiche e le modalità per la raccolta di dati quanto più possibile attendibili e confrontabili sui vari aspetti (sesso, età, attività svolta, agente causale dell'evento, luogo ove lo stesso si è verificato, tipo di lesione, ecc.) del fenomeno stesso.
Il secondo stadio è costituito dalla sorveglianza epidemiologica delle lesioni causate dagli incidenti, con l'ausilio del sistema comunitario di raccolta dati e del programma di scambio di informazioni sulle lesioni personali basato sul rafforzamento ed il miglioramento dei risultati conseguiti tramite il sistema EHLASS.
Il terzo stadio consiste, nello sviluppare politiche di prevenzione, attraverso la diffusione di linee guida e l'effettuazione di campagne di informazione e di educazione alla sicurezza, volte a ridurre l'incidenza degli infortuni in ambito domestico.