Santa Maria a Castello

La posizione geografica, le fertilissime terre rappresentano per Castel San Giorgio un punto cruciale economico e politico a ridosso della Campania Felix.
L’area di Santa Maria a Castello, dalla quale si domina la valle metelliana, l’agro nocerino-sarnese, l’agro sanseverinese e montorese, probabilmente era già conosciuta in epoca sannito-etrusca la testimonianza c’è data dal ritrovamento d’alcune monete di bronzo del V-IV secolo a.C. coniate, forse, a Fratte di Salerno (la città d’Irno), detta area diventerà famosa all’epoca romana in poi dal momento che si trova a guardia sul nodo della via Popilia, la via Corfinia e la via Annia, sul tratto che da Capua menava alle Calabrie o alle Puglie e nell’Abruzzo.

Moneta Osco-Sannita
Frammenti iscrizioni osco-campane

La prima moneta presenta sul dritto la testa d’Apollo laureato e sul rovescio una conchiglia con tre delfini che le guizzano intorno, la seconda moneta sul dritto è simile alla prima, mentre sul rovescio rappresenta un bue antroposopo (con volto umano e corpo di toro) e la leggenda “Irina”.

A rafforzare l’ipotesi, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica a vernice nera, con iscrizioni osco-campane e molti altri frammenti a figure rosse d’importazione greca, tutto ciò fa pensare alla presenza sul monte di un’area santuariale.
Frammenti ceramica a vernice nera sovradipinta - epoca preromana

 

Frammanti ceramica a figure rosse - epoca preromana
Frammenti ceramica a figure rosse - epoca preromana

 

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