Apre l’huomo
infelice, all’hor che nasce
in questa vita di miseria piena
pria ch’al sol, gli occhi al pianto, e nato a pena
llà progionier frà le tenaci fasce.
Fanciullo poi
che, non più batte il pasce,
sotto rigioca sferza i giorni mena:
indi in età più fasca, che serena
trà fortuna, et amor mare, e rinasce.
Quante poscia
sostien, tristo, e mendico
fatiche, e morbi, insin che curvo, e basso,
appoggia a debil legno il fianco antico.
Chiude al fin
la sua spoglia angusta sasso
piatto, così sospirando io dico:
dalla cuna alla tomba un breve passo.
Ricerca di Gaetano
Izzo fu Immacolato
presso A S.S. pr. N. B5508 in G. Napolitano
Anno 1996 per compiacere Mario Guerrasio.
Il “poeta” era notaio ed esercitava nel palazzo
(ora Guerrasio) a Santa Croce.