Poesie
Nicola Di Giacomo
L’Autunno
Festosa è ancora la selva e il sottobosco
che a questo inizio il montanar non lascia
per le castagne che già assicuran desco
finché neve si posa e acqua scroscia.
S’attenua nel vigneto opra e fervore
appena i grappoli son diventati vino;
ogni fogliolina cambia di colore
il tempo del letargo è ormai vicino.
Zirla nel bosco il maculato tordo
tra rami quasi spogli già per il vento
chiocciola il nero merlo, anch’esso ingordo
di drupe e bacche che a divorar è intento.
Il picchio, tanto schivo nel cantare
s’adopera a tra fuori con abil forza,
ogni insidia di insetto col bucare
ove avverte del vuoto sotto scorza.
Han messo già lo strascico i fagiani
il tormento la volpe già paventa
non della caccia che le daran coi cani:
fame triste d’inverno la spaventa !
Venuta annunzia ormai stagion novella
– da molti, alfin, stimata preferita –
il primo suono della ciaramella
che ci richiama al senso della vita.
Così l’Autunno che avvicenda l’Estate
già ancor di sole e di seren governo,
il passo lascia nella sua tarda estate,
a piogge e geli del sopraggiungendo inverno.
 
 

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