Vigorosamente imbocca la strada del mattino
con vigore e dolore distaccati da me
verso Cuma il tuo cuore giovane batta in sintonia
con l'antica e fresca musica di ruote e rotaie.
Nella Campania felice che diverrà del tuo tedio
primamente virile accogliendoti viti
tirate altissime e spoglie per l'inverno
ma immagazzinanti una luce che può invidiare l'estate?
Ora io sogno delle stanze d'albergo
che s'offriranno alle tue membra affaticate
origlieri che il vizio ha sformato eppure
rinnova una tela fragrante e la tua fronte pura.
Pellegrino mio pellegrino la tua inquietudine la tua
fiducia amara mi torturano il petto
e mi salvano dall'ignominia del vivere nutrono
un'insonnia benigna con addii di convogli
e persistere di scolte astrali sopra la terra.