L'angolo di ...

Il fenomeno blog

Negli ultimi tempi si assiste al proliferare dei blog su internet. Giovani e meno giovani creano la loro pagina personale da aggiornare secondo le proprie esigenze. Ma cos'è esattamente un blog? Per restare su un piano oggettivo si può rispondere (in modo incompleto e provvisorio): comunicazione autonoma su internet. Può trattarsi di un diario online, di scrittura creativa, di semplice informazione su un campo specifico del sapere...
Il più delle volte è la scrittura creativa a prevalere o comunque una scrittura che dia sfogo alle dinamiche interiori di un soggetto. Dunque ci si trova di fronte ad un moto soggettivo in un'era neo-tribale (il concetto di neotribalismo, a proposito dei forum, delle chat e delle community, che abbiano un tema specifico di aggregazione, è stato coniato dal filosofo francese Massefoli). O ancora è qualcos'altro? In qualche modo... letteratura? Una sorta di letteratura immediata ed effimera (nel senso etimologico del termine)! Sì, perché si tratta di un flusso in continuo divenire e non già di forma. Internet non ammette forme, è qualcosa che sfugge, in continua progressione, dinamicamente e interattivamente in progress.
Ma torniamo di nuovo al soggetto. Che ne è dell'uomo, dico di un essere fatto di materia evanescente (pensiero) e di corpo? Il neotribalismo, come comunità di rete, non è tirato in ballo a caso: il soggetto esplode e si frantuma in brandelli di pensiero e di corpo che tendono ad unificarsi con altri brandelli in una dimensione mentale e materiale esterna, come organo comune alla specie (o alla neo-tribù) di... internettari! Dunque addio soggetto empirico! Io fondo i pensieri che propellono dalla mia materia cerebrale con la sempre più intricata ma immateriale (?) rete e li scompongo e ricompongo.
Ma tornando alla scrittura in rete: essa è tutta interattiva, il blog è dato dall'insieme di immagini, scritture di chi ne è "proprietario", dai commenti degli avventori, dai link che ne determinano l'orientamento. Dunque un'iperscrittura, se mi è consentito. Un'iperletteratura. Pertanto non si può parlare più di stile individuale, ma anche e soprattutto di grafica, di link. Qualcosa appunto che non è una forma compositivamente e strutturalmente conchiusa, ma un flusso che si rigenera di continuo (di fatto non esiste nemmeno un supporto materiale, quale può essere un foglio di carta).
Guardiamo invece da un'altra ottica che sia meno ontologica. I giochi prospettici sono necessari di questi tempi.
Proviamo a immaginare il blogger come un soggetto empirico. In sostanza nella sua vita un blogger è anche... un soggetto.
Considerato questo soggetto scrivente, talvolta si ha l'impressione che la sua scrittura sia a tal punto monologante da non ammettere replica da parte degli utenti esterni. E qui non si tratta di non-immediatezza o immediatezza, tanto per semplificare la questione letteratura-blog, ma di un recedere nel proprio bozzolo. Una letteratura quasi da "pratica igienica". Non che la questione immediato-non-immediato sia sbagliata, ma mi sembra da questo punto di vista non fondamentale. Forse questa "pratica igienica" vuole essere quel di più rispetto all'insufficienza della letteratura? Un massimo di individualità, un qualcosa, paradossalmente, di ancora più privato, più... viscerale? Probabilmente è così, soprattutto se si tratta di diario o scrittura creativa (ma nel blog questa differenza è sottile). Questo dal punto di vista del blogger-scrittore. Osservando dal lato di chi legge, invece, la pubblicazione di ciò che è privatissimo crea una sorta di voyerismo. Il blog è un'altra-alta forma di "spionaggio" e si inserisce perfettamente nel clima del voler spiare/voler essere spiati. E c'è da credere che il blogger scrittore si compiaccia di ciò, rendendosi ancora più monologante...

Luigi Metropoli
 

 

 

 

 

 

 

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